Non credevo che si potessero provare tutte queste sensazioni ed emozioni, l'una contrastante con l'altra. Tanto distanti e lontane da non essere sinonimi ma antonimi.
Adoro questa parola: "antonimo". L'ho conosciuta e imparata al ginnasio, da allora non dico più "sinonimi e contrari" ma "sinonimi e antonimi".
Quando nel 2003 ci hanno presentate mi sentivo così colta ed erudita nel pronunciarla, che i miei discorsi alla fine portavano sempre un antonimo. Oggi sfortunatamente ha perso l'antico incanto. Mi sembra una parola come tante altre, ha semplicemente perso il fascino della novità.
Quando nel 2003 ci hanno presentate mi sentivo così colta ed erudita nel pronunciarla, che i miei discorsi alla fine portavano sempre un antonimo. Oggi sfortunatamente ha perso l'antico incanto. Mi sembra una parola come tante altre, ha semplicemente perso il fascino della novità.
Per me tutto deve essere novità. Ho paura della monotonia.
Non mi alzo mai con lo stesso piede, non faccio mai gli stessi percorsi e per intere settimane non mangio qualcosa solo per poi farmene venire voglia e riscoprire la novità.
Un'altra bella parola è "voglia". Se ci pensate bene le parole con la "v" sono carine. Voglia, volontà, vinile, verità, vicinanza, vino, vulnerabilità, velocità, vittoria, veemenza, vaniglia, valore. Sì sono belle.
Mi sono sempre piaciute le persone che dicono "voglio", al contrario di quelle affezionate al condizionale.
Voglio, voglio, voglio... l'erbaa voglio cresce nel mio giardino. Così rispondevo da piccola.
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